Una giusta precisazione da parte del professor Giontella

Abbiamo ricevuto, da parte del professor Giuseppe Giontella, un commento di apprezzamento sull’articolo riguardante Aldobrandino da Toscanella. Il professor Giontella ha colto così l’occasione di precisare, per l’ennesima volta, la falsità della “storiella” riguardante Bonifacio VIII ed il nome di Toscanella, imposto in senso dispregiativo alla città di Tuscania. Vista l’importanza di questa nota, utile per riportare la verità storia nei giusti binari, riportiamo il commento come un nuovo articolo perché pensiamo che in questo modo possa essere maggiormente divulgato.

«Conosco da tempo l’opera di frate Aldobrandino da Toscanella. Grazie per aver evidenziato ancora una volta il nome di un tuscanese importante! Colgo l’occasione per rinverdire un altro argomento: il cattivo uso delle notizie di storia locale da parte di alcuni che scrivono argomenti di storia.
La “Storiella” attribuita al papa Bonifacio VIII (riprendo ed integro quanto ho già scritto proprio qui, sul sito Toscanella).
La superficialità con cui un ignoto storico locale ha letto l’epigrafe dell’anno del giubileo 1300 (si trova a Roma, in Campidoglio, affissa nel pianerottolo della scalata del palazzo dei Conservatori) ha “inventato” di sana pianta il fatto che il papa Bonifacio VIII nel 1300 ha condannato Tuscana a mutare il suo nome in Toscanella a causa di un grave misfatto! Nulla di più falso!
Quell’epigrafe in realtà dice:
“Anno 1300, al tempo del papa Bonifacio VIII. I senatori del Campidoglio Riccardo Annibaldi e Gentile Orsini condannano Toscanella, per un grave misfatto, a pagare la somma di…” ecc.
Come si vede, Bonifacio VIII non c’entra affatto: è una semplice nota cronologica. Toscanella, in quell’anno 1300 si chiamava già Toscanella, da almeno una novantina d’anni, come attestano diversi documenti dal 1206 in poi, che si trovano nell’Archivio di Stato di Orvieto (1206 e 1284) e nell’Archivio Comunale di Tuscania (1257). Ora aggiungiamo anche i capitoli dei Frati Domenicani (Predicatori) qui citati sopra:
nel 1287, 1288, 1291, 1292 si legge sempre: fr. Ildibrandinus de Tuscanella.
Tale nome non è nato in senso dispregiativo. I documenti latini locali recano sempre il nome TUSCANA (senza la vocale “i”); sono quelli scritti fuori (Orvieto, Roma, ecc.), che spesso chiamano la nostra città con il nome di TUSCANELLA.
Sembra che il mutamento sia avvenuto semplicemente per timore di non essere compresi e per evitare la possibile confusione tra la città Tuscana e la vicina regione Toscana: da tempo ormai la regione Etruria aveva mutato il suo nome in Tuscia e poi in Toscana.
Queste cose le ho già scritte nel volumetto “Tuscania attraverso i secoli” (1980); le ha scritte prima di me Giuseppe Signorelli nella sua opera “Viterbo nella storia della Chiesa” (1907), le ha scritte Giulio Silvestrelli nel volume “Città, Castelli e Terre della Regione Romana” (1940), eppure vi sono moltissimi che, quando scrivono di Tuscania, insistono ancora nel raccontare la favoletta metropolitana di Bonifacio VIII».

Per maggiori informazioni: “Le origini del nome Tuscania“, del prof. Giontella, sul sito “Toscanella”.

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