“Con occhi di padre”, diario di Francesco Sartori (Tuscania, 1875)

Con occhi di padre
diario 1905-1910

di Francesco Sartori
nato a Tuscania (Viterbo) nel 1875, morto nel 1960

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È la nascita del primogenito Agostino, il 13 agosto 1905, che stimola in Francesco Sartori il desiderio di dedicarsi alla pratica autobiografica: trentenne, possidente originario di Toscanella in provincia di Viterbo, comincia a scrivere un diario che ruoterà intorno a due temi dominanti, portati avanti sempre in parallelo. Il primo, più ancorato alla dimensione privata, ci mostra un padre con una particolare dedizione per la famiglia, e un marito che rinnova costantemente l’amore per la moglie Alfonsina malata di tubercolosi ossea. L’altro tema restituisce il profilo di un uomo attento alle vicende lavorative private e agli eventi pubblici, che annota minuziosamente il resoconto periodico delle attività agricole, e con la stessa attenzione segue gli eventi politici e sociali dell’epoca: la crisi in Russia, i primi scioperi, la diffusione del socialismo, il modernismo cattolico. In occasione delle elezioni politiche del 1909 commenta così i risultati: Il 7 e 14 marzo ebbero luogo in tutta Italia le elezioni politiche per la nomina dei Deputati. Interessante la lotta pel fatto che vi hanno preso parte anche i cattolici. Sono entrati venticinque Deputati cattolici. I Deputati di estrema –Socialisti, Repubblicani, Radicali – sono aumentati di numero, sono circa un centinajo. Il Governo ha in ogni modo riportata vittoria. A Montegiorgio è stato eletto il campione della Democrazia cristiana: Don Romolo Murri. Il Papa lo ha scomunicato. Voglia iddio proteggere il retto sacerdote e far sì che il programma democratico cristiano un dì trionfi. Pubblico e privato si fondono perfettamente nelle pagine lasciate da Francesco che ora indugiano in riflessioni sull’impegno civile e sulla sua attività di assessore, ora sugli eventi nazionali e internazionali che animano lo scenario del primo Novecento, ora in digressioni curiose e originali dedicate alla crescita del piccolo Agostino, che la narrazione accompagnerà fino all’età dei cinque anni, momento in cui il diario viene interrotto.
Occupandosi personalmente del figlio e orgoglioso di essere padre, con puntuale attenzione, Francesco descrive i suoi progressi, l’alimentazione spesso inusuale, lo svezzamento, il comportamento, senza tralasciare la sfera affettiva e relazionale: Oggi il mio Agostino compie il 14° mese di età. Egli è florido, grassotto, robusto, vivace, affettuoso. […] Ha messo 6 denti incisivi e 4 superiori, 2 posteriori; i dentini già sono lunghi, ma quelli superiori sono radi e brutti. Cammina benissimo; anzi vuol correre; è precipitoso. La mattina mangia la zuppa al cioccolato, ossia gli fa cuocere bene del pane nell’acqua, poi vi si versano un cucchiaino di cacao e due di zucchero. Beve poi il latte. A pranzo mangia buone minestre al semolino con brodo di vaccina. Spizzica qualcosa di ciò che abbiamo a pranzo, beve vino.

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Il diario di Francesco Sartori è risultato finalista alla 29a edizione del “Premio Pieve Saverio Tutino” (2013), organizzato dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.
Maggiori informazioni su www.premiopieve.it

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