Archivi categoria: storia moderna

“Agosto in Libreria”, ciclo di presentazioni presso la Libreria L’Unicorno di Tuscania

Presentazione del libro “Un padre del 1905”, diario di Francesco Sartori (Toscanella 1875)

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Sabato 17 gennaio, alle ore 17,00, presso la Libreria L’Unicorno verrà presentato il libro “Un padre del 1905”, diario familiare di Francesco Sartori, nato a Tuscania (allora Toscanella) nel 1875.

Sarà presente Ezio Sartori, nipote dell’autore e curatore della pubblicazione, che oltre a presentare il libro proietterà anche immagini di famiglia e di una Tuscania di inizio XX secolo.

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Il brigantaggio a Tuscania nella seconda metà dell’Ottocento

Pubblichiamo un interessante articolo di Luigi Tei, tratto dalla rivista “Biblioteca e Società” (dicembre 2002). Grazie a Luigi Tei per la collaborazione con il “Centro Studi L’Unicorno”.

 

 

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“Leggere l’immagine”: una rilettura delle fotografie di Alarico Santi

Scoprire la fotografia con Marco Scataglini,
attraverso le foto di Tuscania realizzate da Alarico Santi

Il “Centro Studi L’Unicorno” ha organizzato una “lettura di immagini”, curata dal fotografo Marco Scataglini, con lo scopo di approfondire il rapporto tra le persone e la fotografia. Il tutto attraverso lo studio di alcune delle immagini di Tuscania realizzate dal fotografo tuscanese Alarico Santi.

La conferenza sarà preceduta da un’introduzione di Enio Staccini, autore di un bel libro sulla vita di  Alarico Santi, che illustrerà la sua personalità ed il rapporto con Tuscania. Una serata interessante anche per scoprire un aspetto poco noto e poco considerato della fotografia.

L’appuntamento è per sabato 23 novembre, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Comunale di Tuscania (non nella sala della chiesa di Santa Croce, ma in biblioteca!).

Vi aspettiamo: l’ingresso è libero e gratuito!

“Con occhi di padre”, diario di Francesco Sartori (Tuscania, 1875)

Con occhi di padre
diario 1905-1910

di Francesco Sartori
nato a Tuscania (Viterbo) nel 1875, morto nel 1960

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È la nascita del primogenito Agostino, il 13 agosto 1905, che stimola in Francesco Sartori il desiderio di dedicarsi alla pratica autobiografica: trentenne, possidente originario di Toscanella in provincia di Viterbo, comincia a scrivere un diario che ruoterà intorno a due temi dominanti, portati avanti sempre in parallelo. Il primo, più ancorato alla dimensione privata, ci mostra un padre con una particolare dedizione per la famiglia, e un marito che rinnova costantemente l’amore per la moglie Alfonsina malata di tubercolosi ossea. L’altro tema restituisce il profilo di un uomo attento alle vicende lavorative private e agli eventi pubblici, che annota minuziosamente il resoconto periodico delle attività agricole, e con la stessa attenzione segue gli eventi politici e sociali dell’epoca: la crisi in Russia, i primi scioperi, la diffusione del socialismo, il modernismo cattolico. In occasione delle elezioni politiche del 1909 commenta così i risultati: Il 7 e 14 marzo ebbero luogo in tutta Italia le elezioni politiche per la nomina dei Deputati. Interessante la lotta pel fatto che vi hanno preso parte anche i cattolici. Sono entrati venticinque Deputati cattolici. I Deputati di estrema –Socialisti, Repubblicani, Radicali – sono aumentati di numero, sono circa un centinajo. Il Governo ha in ogni modo riportata vittoria. A Montegiorgio è stato eletto il campione della Democrazia cristiana: Don Romolo Murri. Il Papa lo ha scomunicato. Voglia iddio proteggere il retto sacerdote e far sì che il programma democratico cristiano un dì trionfi. Pubblico e privato si fondono perfettamente nelle pagine lasciate da Francesco che ora indugiano in riflessioni sull’impegno civile e sulla sua attività di assessore, ora sugli eventi nazionali e internazionali che animano lo scenario del primo Novecento, ora in digressioni curiose e originali dedicate alla crescita del piccolo Agostino, che la narrazione accompagnerà fino all’età dei cinque anni, momento in cui il diario viene interrotto.
Occupandosi personalmente del figlio e orgoglioso di essere padre, con puntuale attenzione, Francesco descrive i suoi progressi, l’alimentazione spesso inusuale, lo svezzamento, il comportamento, senza tralasciare la sfera affettiva e relazionale: Oggi il mio Agostino compie il 14° mese di età. Egli è florido, grassotto, robusto, vivace, affettuoso. […] Ha messo 6 denti incisivi e 4 superiori, 2 posteriori; i dentini già sono lunghi, ma quelli superiori sono radi e brutti. Cammina benissimo; anzi vuol correre; è precipitoso. La mattina mangia la zuppa al cioccolato, ossia gli fa cuocere bene del pane nell’acqua, poi vi si versano un cucchiaino di cacao e due di zucchero. Beve poi il latte. A pranzo mangia buone minestre al semolino con brodo di vaccina. Spizzica qualcosa di ciò che abbiamo a pranzo, beve vino.

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Il diario di Francesco Sartori è risultato finalista alla 29a edizione del “Premio Pieve Saverio Tutino” (2013), organizzato dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.
Maggiori informazioni su www.premiopieve.it

Un libro su Alarico Santi, fotografo a Tuscania

Sabato 28 settembre 2013 alle ore 18,0 presso la sala Conferenze di S. Croce avverrà la presentazione del libro “Alarico Santi fotografo”

Saranno presenti le figlie di Alarico: Gilda e Mirella Santi. Il volume sarà distribuito con raccolta di offerte a favore della Caritas di Tuscania Scritto e curato da Enio Staccini, con un contributo della figlia Gilda, edito grazie alla famiglia Regni Rufino, il libro racconta la vita appassionata e dolorosa, felice e tormentata del fotografo tuscanese Alarico Santi (1895 – 1940).

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Alarico esercitò la sua attività negli anni ’20 e ’30 del Novecento; quando la fotografia da manifestazione artistica cominciò a diventare un autonomo mezzo espressivo e documentario.

Fu professione difficile agli inizi quella del fotografo, spesso incompresa, come anche per Alarico, ma che egli intraprese con passione e determinazione realizzando un ventennale reportage di immagini sull’ambiente e la gente di Tuscania: testimonianza unica di allora, ancor viva e palpitante oggi.

Sue foto, riscoperte, valorizzate e raccolte dagli anni ’80, come testimonianza visiva del passato recente e utilizzate per dare visibilità alla storia tuscanese contemporanea, sono ormai riprodotte e presenti ovunque a Tuscania.

Questo tardivo, ma dovuto omaggio all’opera di Alarico Santi e all’uomo che fu, è la prima, ampia, unica e articolata raccolta di notizie, narrazioni e fotografie sulla attività di testimone per immagini dei suoi tempi e di un tratto della nostra storia.

Dal blog Toscanella

Lo stemma ed il gonfalone di Tuscania

Dal sito ufficiale del Comune di Tuscania:

Stemma approvato con D. P. C. M. del 12 luglio 1929.
Scudo sannitico e corona di città.
Croce d’argento in campo color porpora: «Di porpora alla croce piana d’argento. Il titolo di città era stato concesso a Tuscania con D. P. C. M. del 25 maggio 1929».
Lo stemma fu in uso già dal XIII secolo, come attestano numerose fonti monumentali in loco. Dal sec. XIV sotto lo scudo talvolta si legge la sigla S.P.Q.T. (Senatus Populusque Tuscaniae), Il Senato e il Popolo di Tuscania; esemplificata su quella dello stemma di Roma, e prerogativa delle sole città. Nel corso della pratica, portata avanti in età monarchica, il Commissario Araldico Emilio Re era di parere di mantenere la sigla per distinguere lo stemma di Tuscania da quello sabaudo.
La croce è una pezza onorevole, segno di vittoria e di salute; indica che Tuscania appartenne alla parte guelfa.
Di seguito riportiamo il documento storico dell’attribuzione dello stemma e del gonfalone:

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